Sovrastruttura

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Sovrastruttura. Sedia

È composta da una seduta in legno verniciato nero e da un nastro in cotone verde. L’oggetto è stato recuperato da un edificio veneziano in dismissione, si tratta di una sedia con braccioli con evidenti segni di usura che ne hanno compromesso in parte la struttura statica e in parte l’aspetto estetico. Successivamente è stato applicato un unico nastro che si intreccia fra i vari elementi che compongono l’oggetto senza interrompersi e senza l’ausilio di nodi. L’opera ha principalmente tre livelli di lettura, ovvero: la struttura sedia, la sovrastruttura reticolo di nastro e come ultimo la relazione tra queste. 

L’oggetto sedia è riconosciuto per  semplicità e funzione, in questo caso è stata recuperata da una dismissione e quindi possiede anche una serie di segni di utilizzo che lasciano intendere ad una storia passata, che sarebbe giunta al termine nel momento in cui avesse raggiunto il macero. Il nastro è frutto di un’operazione invadente di ricomposizione dei pezzi che restano insieme grazie alla tensione da esso generata; tuttavia l’eccesso di passaggi finisce per nascondere in parte l’oggetto che in realtà intendeva ricomporre e conservare. L’azione impulsiva di recupero provoca un’alterazione di significato che si esprime attraverso un cortocircuito percettivo e di senso. La riflessione vuole appunto aprire una domanda sulla possibilità di un ragionamento critico sul tema fondamentale dell’attività di ricostruzione e recupero di situazioni, oggetti e pensieri appartenenti al passato che sovrappopolano la contemporaneità. In particolar modo l’aspetto dell’artigianalità e della qualità del lavoro “made in Italy” è posto in discussione nella sua volontà di perdurare unicamente grazie a se stesso a fronte degli interventi invasivi e continui di realtà esogene più forti determinate dalla globalizzazione.

L’azione del recupero in questo caso dell’oggetto sedia non sarebbe in grado di sopravvivere e di generare un nuovo oggetto con una sua vitalità se si fondasse unicamente su un metodo canonico che richiamerebbe alla luce falsamente ciò che il passato aveva prodotto. È per questo motivo che il pensiero deve agire come rinnovamento radicale anche nel mondo della produzione artigianale, non temendo che questo possa cancellare, come erroneamente si può pensare, quello che un passato riconosciuto come florido ha generato. L’aspetto paradossale di quest’opera è che appunto dopotutto anche con un’azione apparentemente invadente e coprente come una sovrastruttura sconosciuta  dia come risultato un’immagine che tuttavia reagisce positivamente con l’oggetto che nasconde, generando delle dinamiche che ribaltano completamente la nostra percezione di quell’oggetto ma che nascono comunque da una relazione potenzialmente costruttiva tra struttura sottostante e sovrastruttura applicata.